I disturbi dell’alimentazione: età di esordio ed eziologia.

Nell’anoressia nervosa e nella bulimia nervosa, l’età di esordio è in genere compresa tra i 15 e i 19 anni, mentre nel BED essa è distribuita in un ampio intervallo (dall’infanzia alla terza età).

Nell’eziologia dei disturbi dell’alimentazione intervengono vari fattori, sia genetici sia ambientali. Alcune caratteristiche di personalità (perfezionismo, impulsività, bisogno di controllo), la bassa autostima e lo stare frequentemente “a dieta” sono elementi di vulnerabilità. Tra i fattori socioculturali, un ruolo importante è stato svolto dall’ideale di magrezza sviluppatosi negli ultimi 50 anni nei Paesi occidentali.

Diversi studi hanno riscontrato un più alto tasso di problemi alimentari e preoccupazioni per il peso e la forma del corpo nelle persone coinvolte in attività sportive nelle quali la magrezza è valutata e incoraggiata, come la danza, il nuoto e la ginnastica.

Il rinforzo dei familiari può essere diretto, attraverso espliciti incoraggiamenti alla dieta o alla perdita di peso, o indiretto, attraverso comportamenti e attitudini modellanti come il seguire delle diete per perdere peso. Tra le ragazze preadolescenti, la pressione familiare a essere magre sembra favorire l’insoddisfazione corporea più della pressione dei media o dei pari. Inoltre, l’imitazione di modelli genitoriali che mostrano comportamenti tipici del disturbo dell’alimentazione (es. seguire una dieta in modo ferreo) si associa a un incremento dell’insoddisfazione corporea. È stato anche osservato che il fatto di essere presi in giro sul peso e la forma del corpo, da parte sia dei familiari sia di persone al di fuori della famiglia, può essere un fattore di rischio specifico per la bulimia nervosa.

Una recente indagine promossa in Italia dal Ministero della Salute e dal Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito del programma “Guadagnare salute”, ha messo in luce il ruolo dei media nel potenziare gli effetti negativi dell’industria della dieta, che promuove il ricorso indiscriminato a diete “fai da te”. Spesso le diete correlate alla successiva comparsa di disturbi dell’alimentazione sono squilibrate nella qualità e quantità dell’apporto di nutrienti e sono caratterizzate dall’esclusione di intere categorie di alimenti o dall’abolizione di pasti quali la prima colazione.  L’eccessivo consumo di snack e dolciumi nei primi 12 anni di vita è un fattore di rischio per lo sviluppo dei disturbi dell’alimentazione, mentre il regolare consumo della prima colazione è stato associato a una minore vulnerabilità all’insorgenza sia dell’anoressia nervosa sia della bulimia nervosa.

La letteratura psicologica ha proposto numerose teorie per spiegare lo sviluppo e il mantenimento dei disturbi dell’alimentazione. Tra queste, particolarmente influenti sono le teorie cognitivo comportamentali. Queste sostengono che i disturbi dell’alimentazione hanno origine da due esigenze fondamentali.

La prima è la necessità di avere un controllo estremo su vari aspetti della vita (es. lavoro, scuola, sport, altri interessi), che può, in momenti particolari, focalizzarsi sul controllo dell’alimentazione.

La seconda è l’eccessiva importanza attribuita al controllo del peso e della forma del corpo in individui che hanno interiorizzato l’ideale della magrezza.

In entrambi i casi, il risultato è l’adozione di una restrizione dietetica estrema e rigida che, a sua volta, rinforza la necessità del controllo in generale e in particolare del controllo del peso e della forma del corpo. In seguito si realizzano altri processi che contribuiscono al mantenimento del disturbo dell’alimentazione, come l’isolamento sociale, la comparsa di abbuffate favorite dalla restrizione alimentare, gli effetti negativi delle abbuffate sulla preoccupazione per il peso e la forma del corpo e sul senso di controllo e i sintomi da malnutrizione, che aumentano la necessità di controllare l’alimentazione.

Fonte: Quaderni del Ministero della Salute- n. 17/22, luglio-agosto 2013

Appropriatezza clinica, strutturale e operativa nella prevenzione, diagnosi e terapia dei disturbi dell’alimentazione

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