Il tè verde è forse la bevanda maggiormente consumata al mondo fatta eccezione per l’acqua. Benché
non abbia controindicazioni il suo dosaggio non deve superare le 4-6 tazze di infuso al giorno in quanto il tè verde contiene anche modeste quantità di caffeina il cui sovradosaggio ha influenza eccitatoria sul Sistema Nervoso centrale. Non esistono controindicazioni mediche all’assunzione del tè verde se si fa eccezione per i pazienti che assumono antidepressivi, in quanto i tannini contenuti nel tè potrebbero rallentare l’assorbimento degli antidepressivi stessi. Pertanto si consiglia di bere il tè almeno due ore dopo l’assunzione del medicinale. Dati epidemiologici suggeriscono che il tè verde possa essere utile nella prevenzione di malattie cardiovascolari e in alcuni tipi di neoplasie. L’effetto sarebbe attribuibile alle proprietà antiossidanti dei flavonoidi presenti nel tè verde e, per quanto riguarda le malattie cardiovascolari, la catechine ridurrebbero i livelli plasmatici di colesterolo LDL e trigliceridi attraverso la riduzione dell’assorbimento intestinale dei grassi introdotti con la dieta. Il tè verde costituisce un valido supporto nutrizionale nella prevenzione di alcune neoplasie grazie alla sua attività antimutagenica dovuta alla presenza di polifenoli tra cui la epigallocatechina-3-gallate. I polifenoli hanno una riconosciuta azione antiossidante intervenendo così nella prevenzione dello stress ossidativi che è alla base di numerose malattie croniche soprattutto cardiovascolari. Tra le neoplasie nelle quali l’introduzione, nella dieta, del tè verde può essere un valido supporto vi è il cancro alla prostata. Analoghe segnalazioni sono riportate anche per neoplasie del pancreas e della mammella.
L’approccio nutrizionale (dieta ricca di frutta e verdura) è un importante presidio terapeutico nel trattamento delle neoplasie intestinali.
Alcuni studi hanno evidenziato, inoltre, che l’azione antinfiammatoria dei polifenoli è utile anche nell’integrazione nutrizionale nei soggetti affetti da artrite reumatoide.
Evidenze scientifiche, infine hanno dimostrato come l’introduzione nella dieta del diabetico di tipo 2 di tè verde contribuisca a una migliore gestione della malattia diabetica. L’azione antiossidante spiccata del tè verde agisce anche sui meccanismi dell’invecchiamento ritardando gli effetti negativi dello stesso.
Per tali motivi il consumo abituale di tè verde, oltre a tutti gli alimenti della dieta mediterranea, associato a una modifica dello stile di vita (attività fisica, prevenzione dell’obesità,…) è un valido supporto nutrizionale nella prevenzione di vari tipi di neoplasie, di malattie croniche degenerative e cardiovascolari ritardando in generale l’invecchiamento grazie alle sue proprietà antiossidanti ormai universalmente riconosciute.
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