Molti criteri sono stati proposti per classificare le attività fisiche in base all’impegno richiesto. Un criterio prende in considerazione il rapporto tra il dispendio energetico dell’attività fisica rispetto a quello basale. Si identifica come lavoro leggero quello che comporta un consumo di ossigeno da 6 a 8 volte superiore al basale e, infine, come lavoro massimale quello che comporta un consumo di ossigeno superiore di 9 volte o più rispetto al basale.
L’individuo “medio” maschio, di età compresa tra i 9 e i 50 anni, ha un dispendio calorico giornaliero di circa 2900 kcal, mentre un equivalente soggetto femminile ha una spesa energetica di circa 2200 kcal. Circa il 75% del dispendio calorico giornaliero, indipendentemente dal sesso, è legato ad attività che hanno un costo energetico basso. Il termine “homo sedentarius” descrive abbastanza bene la maggior parte dei nostri cittadini, infatti l’inattività sta diventando un grosso problema della società industrializzata.
La massa corporea è il principale fattore che influisce sul costo energetico di varie forme di attività fisica. Infatti, il costo energetico di una certa attività cresce con il crescere della massa, in particolare negli esercizi di tipo antigravitario, come la corsa. Viceversa, in attività non di tipo gravitario (pedalare in pianura) l’influenza della massa sul costo energetico è molto minore.
Per ogni individuo esiste una relazione lineare fra frequenza cardiaca e consumo di ossigeno e questa relazione vale per un ampio spettro di attività fisiche di tipo aerobico. Da questa relazione è poi possibile stimare il consumo di ossigeno, quindi il dispendio energetico, servendosi della frequenza cardiaca. Vi sono alcuni fattori che influenzano la frequenza cardiaca indipendentemente dal consumo di ossigeno. Tra questi citiamo la temperatura ambientale, le emozioni, il fatto di aver precedentemente assunto cibo, la posizione corporea, i gruppi muscolari interessati, la dinamica dell’esercizio e cioè se è di tipo ritmico o continuo.
La tabella riporta, per diversi tipi di attività sportiva, un valore indicativo di calorie che vengono bruciate in un’ora di esercizio.
| Sport | kcal/h | Sport | kcal/h |
| Alpinismo | 500 | Ballo | 350 |
| Bicicletta (10km) | 210 | Bowling | 270 |
| Calcio | 400 | Canottaggio | 300 |
| Canottaggio agonistico | 840 | Corsa a piedi | 900 |
| Equitazione | 350 | Ginnastica | 450 |
| Golf | 250 | Hockey | 370 |
| Judo | 850 | Maratona | 700 |
| Nuoto (400 m/h) | 300 | Pallacanestro | 600 |
| Pallanuoto | 600 | Pallavolo | 350 |
| Pattinaggio | 350 | Ping pong | 350 |
| Pugilato | 600 | Rugby | 500 |
| Scherma | 300 | Sci | 500 |
| Sci d’acqua | 470 | Squash | 500 |
| Tennis | 440 | Vela | 300 |
| Fitness easy | 250 | Fitness strong | 400 |
| Fitness hard | 500 | Body building | 400 |
| Spinning easy | 550 | Spinning strong | 800 |
| Aerobica | 400 | Arti marziali | 450 |
Fonte: Fisiologia applicata allo sport
W. McArdle, F. Katch, V. Katch, Editore: Casa Editrice Ambrosiana