Dieta del ghiaccio, dieta Dukan, Dieta paleolitica, Dieta degli omogeneizzati, Dieta dei 5 elementi, Dieta delle tisane (es. Tisanoreica)!
La Dieta Dukan è diventata famosa quando la futura moglie del principe William ha deciso di seguire questo regime per perdere qualche chilo e entrare nel suo abito da sposa. Purtroppo la maggior parte delle persone che decidono di seguire questo regime alimentare dimagrante lo fa per perdere ben più di una taglia. Vi sono moltissime testimonianze per cui è evidente che questa dieta funziona, permette realmente, in poco tempo, di perdere parecchi chili, ma pensare di combattere sovrappeso e obesità con questo tipo di dieta iper proteica, è un’utopia e potrebbe, alla lunga, produrre dei danni sull’organismo, non indifferenti.
Si tratta di un tipo di alimentazione estremamente squilibrata, iper proteica, che se seguita per molto tempo può creare scompensi gravi all’organismo umano. Infatti per innescare un processo brucia-grassi, la dieta Dukan si basa sulla chetosi, ovvero quel meccanismo naturale che il corpo mette in atto quando si trova in carenza di glucosio, quindi di energia.
Seguendo il regime Dukan classico, si privilegiano pochi alimenti di origine proteica (soprattutto animale), e verdure contenenti vitamine e sali minerali, ma in cui i carboidrati, sia semplici che complessi, sono quasi inesistenti. Una mancanza di zuccheri nel sangue provoca un calo energetico, che l’organismo compensa immettendo nel sangue molecole dette “corpi chetonici”, che somigliano alle molecole del glucosio, ma che a lungo andare possono deteriorare l’apparato renale e creare scompensi a carico di diversi apparati. E’ un regime di emergenza che si può mettere in atto, sotto controllo medico, e per un breve periodo. Ecco perché è così facile recuperare i chili persi dopo aver ripreso a mangiare normalmente. Dal punto di vista della fattibilità di esecuzione della dieta, non è poi così semplice come viene proposta. La regola è non sgarrare mai, per cui diventa molto difficile mantenere anche rapporti sociali e concedersi aperitivi o cene in compagnia con il rischio di dover rifiutare la maggior parte delle pietanze proposte. In seguito alla radiazione dall’albo dei medici, Dukan non si è comunque fermato e ha proseguito con il suo pensiero, pubblicando nel maggio scorso un nuovo libro in cui propone una dieta più soft, più dolce, come viene descritta, destinata a persone che devono perdere pochi chili…al massimo 15! Come se perdere 15 kg volesse dire perdere poco peso, 15 kg equivalgono ad almeno 2 taglie di vestiti! Per la maggior parte delle persone sono sicuramente più del 10% del peso che si raccomanda di perdere in 6 mesi per garantire un miglioramento dello stato di salute (secondo le linee guida più recenti). Il nuovo regime prevede 7 giorni di dieta, principalmente iperproteica in cui i carboidrati si possono inserire al 3° giorno (solo 45 g) e arrivati al 7° giorno si può consumare un pasto completo e si raccomanda di camminare 1 ora al giorno. Si consiglia di ricominciare il blocca dei 7 giorni fino a quando non si è raggiunto l’obiettivo di peso desiderato.
Il problema principale è: chi ha deciso l’obiettivo di peso? Può essere un peso utopico, oppure salutare e ragionevole? Seguire questo tipo di regime, senza controllo medico, può essere comunque molto pericoloso e con risultati che difficilmente vengono mantenuti nel lungo periodo.
Dieta del ghiaccio: è l’ultima novità di questa estate appena iniziata. Si basa su un semplicissimo principio: quando si mangia il ghiaccio il nostro corpo brucia calorie per scioglierlo.
Quindi aiuterebbe a bruciare calorie e secondo l’inventore della dieta consumare un litro di ghiaccio al giorno non ha controindicazioni, ma anzi ci aiuta a bruciare circa 160 calorie.
E’ anche sottolineato l’ effetto benefico dei cibi freddi che aiuterebbero anche a ridurre in modo significativo il senso di fame. Non vengono quindi date grandi indicazioni nutrizionali, se non quella di consumare 1 litro di ghiaccio al giorno per aumentare il dispendio energetico di 160 calorie. Teniamo presente che se un soggetto che pesa 70 kg camminasse a una velocità media di 6 km/h (andatura medio-lenta) per circa 30 minuti otterrebbe lo stesso deficit di calorie e molti più benefici dal punto di vista muscolare e cardio-circolatorio. Da questo punto di vista quindi nulla di nuovo! Sono anni che si raccomanda di fare una camminata mezz’oretta al giorno per aumentare il dispendio energetico. E’ tutta questione di entrate e uscite caloriche! Se vogliamo invece pensarla dal punto di vista di scelte alimentari allora, è possibile trarre qualche spunto interessante ad esempio, pensando di sostituire un eventuale dolce o un dessert con un ghiacciolo alla frutta che ha certamente meno grassi e calorie e il processo che porta il corpo a scaldare il ghiaccio aiuta a consumare calorie. Le controindicazioni al consumo ripetuto di ghiaccio sono sicuramente un’ipersensibilità ai denti che potrebbero anche rovinarsi.
Dieta degli omogeneizzati: è diventata molto popolare e sono tantissime le celebrità hollywoodiane che dicono di aver perso peso mangiando alimenti solitamente riservati ai bambini. L’idea alla base di questa dieta è molto semplice: basta sostituire uno o più spuntini e pasti al giorno (che ovviamente hanno un numero maggiore di calorie) con i minuscoli vasetti di alimenti per bambini. Il piano base della dieta degli omogeneizzati prevede di mangiare 14 vasetti di alimenti per bambini per tutta la giornata, con la possibilità di sostituire gli omogeneizzati con un unico pasto “da adulti” a cena. Un’altra opzione prevede invece tre pasti normali al giorno, sostituendo gli snack ad alto contenuto calorico con gli alimenti per l’infanzia.
Il lato positivo è che la maggior parte degli alimenti per l’infanzia contiene un sacco di sostanze nutritive, senza additivi e conservanti, e sono poveri di grassi, zuccheri e sale. Inoltre c’è una grande varietà di gusti tra cui scegliere. Avrei da ridire sul fatto che gli omogeneizzati sono stati studiati per soddisfare i fabbisogni nutrizionali dei bambini, non per gli adulti in sovrappeso, che hanno fabbisogni nutrizionali molto diversi (come proteine, fibre, calcio e vitamina D) che non sono contenuti negli omogeneizzati. Secondo chi l’ha ideata questa dieta degli omogeneizzati può funzionare se le calorie vengono tenute sotto controllo (gli omogeneizzati variano dalle 15 alle 100 calorie), ma è più probabile che si tratti di un’altra delle tante diete di tendenza che non garantiscono effetti duraturi nel tempo. Vorrei anche sottolineare che in questo modo si priva l’adulto del piacere di masticare, e questo potrebbe anche rivelarsi controproducente e portare a vere e proprie abbuffate di omogeneizzati, spinti dall’idea che uno in più non può far poi così male! Inoltre, il processo di preparazione degli omogeneizzati li priva di preziose sostanze nutritive e fibre. Sono dell’idea che mangiare una mela o una carota è molto più soddisfacente e salutare di un vasetto di frutta frullata.
Dieta dei 5 elementi: prevede l’assunzione di 1200 calorie giornaliere divise in cinque pasti; va seguita per cinque giorni su sette: gli altri due sono liberi, ovviamente senza esagerare.
I menù previsti da questa dieta sono a base di proteine, carboidrati, grassi e fibre; le cotture devono essere alla griglia oppure al vapore per evitare di caricare i cibi di grassi in eccesso, così come i condimenti, che devono essere il più leggeri possibili: è concesso solo un po’ d’olio extravergine d’oliva e poi spezie e aceto in abbondanza.
Tra le altre prescrizioni della dieta dei cinque elementi c’è quella di bere 2 litri di acqua al giorno, e un po’ di sport da praticare quotidianamente, suddiviso in diversi esercizi, uno per ognuno dei cinque giorni di dieta: 25 minuti di esercizio fisico da scegliere tra nuoto, bicicletta, corsa, ballo e fitness. La dieta dei cinque elementi va seguita, come prevedibile, per un massimo di cinque settimane, naturalmente sotto controllo di un medico in grado di ideare un menù specifico e personalizzato. Cosa ci sarebbe di diverso dalle indicazioni che vengono normalmente date da un qualsiasi esperto di alimentazione? Vi è semplicemente la novità del 5! L’apporto calorico se standardizzato è un po’ basso, o meglio, andrebbe personalizzato sul singolo individuo. Pensare di dare uno schema da 1200 kcal ad un uomo comporterebbe deficit nutrizionali di grande rilevanza. La regola di seguire la dieta per 5 giorni e concedersene 2 liberi, senza esagerare, è fuorviante! Cosa si intende per “senza esagerare”? La maggior parte delle persone potrebbe riuscire nell’intento di controllarsi rigidamente per 5 giorni per poi sfogarsi nel week end aumentando notevolmente l’apporto calorico, vanificando così i risultati raggiunti nei giorni precedenti. Il bilancio dietetico solitamente si fa settimanale, così come si consiglia ai pazienti di pesarsi 1 volta a settimana, possibilmente lo stesso giorno e nelle stesse condizioni. Consumare 1200 calorie per 5 giorni e raddoppiarne l’apporto nei 2 giorni successivi, sarebbe sicuramente controproducente. Lo stomaco è un muscolo per cui si adatta pian piano alla quantità di cibo che gli viene fornita quotidianamente. Da non sottovalutare è anche la valenza psicologica del meccanismo per cui diventa sempre più difficile imporsi uno schema rigido subito dopo un’alimentazione completamente libera.
Dieta tisanoreica: nasce dall’ idea di associare l’utilizzo di estratti di erbe ottenuti con il metodo della decottopia ad una dieta dimagrante ipoglucidica. La dieta ipoglucidica è una dieta scarsa o priva di glucidi, che induce nel corpo la chetosi, cioè la condizione in cui l’organismo, non ricevendo un apporto sufficiente di carboidrati, brucia i grassi per ottenere energia.
(lo stesso meccanismo che utilizza la dieta Dukan).
Viene definita come una dieta fito-chetogenica, poichè lo stadio di chetosi viene per così dire accompagnato dall’utilizzo di appositi estratti erboristici, che interagiscono in modo positivo con l’organismo. Si tratta di un regime da seguire soltanto sotto controllo medico, e non è adatto per lunghi periodi.
Come tutte le diete ipoglucidiche/iperproteiche, anche la dieta tisanoreica consente una perdita di peso abbastanza rapida, la mancanza di carboidrati può causare malessere, nervosismo, mal di testa e avere delle conseguenze negative sul corpo, soprattutto su organi quali il fegato, i reni e il sistema nervoso. Da sottolineare è che è’ una dieta costosa, poichè prevede l’acquisto di pietanze tisanoreiche, reperibili presso alcune farmacie, erboristerie, centri estetici, palestre e negozi di prodotti naturali. Come la dieta Dukan, si discosta di molto dalle Linee Guida raccomandante dalla piramide alimentare che vede i carboidrati alla base dell’alimentazione e, cosa di maggior rilievo non insegna a mangiare in maniera equilibrata! In queste diete viene fuori quello che è il concetto più “brutto” di dieta ovvero sacrificio, costrizione, rinunce, privazioni.
Il significato greco di “dieta” si riconduce allo stile di vita, a un modo di vivere, e non, come molti pensano a un periodo, possibilmente il più breve possibile, di rinunce per perdere i chili di troppo e ricominciare a mangiare come prima con la conseguenze di riprendere tutti i chili persi, con interessi. Purtroppo è questo il difetto principale delle diete alla moda che si ritrovano su giornali o internet.
Dieta paleolitica: oggi molto in voga, soprattutto fra gli sportivi perché additata come dieta iperproteica, in realtà ripropone la vera alimentazione seguita dai nostri avi, ed esclude l’impiego di alimenti apparsi da troppo poco tempo sulla scena evolutiva, ossia: latte e derivati, tutti i cosiddetti carboidrati ad alta densità (cereali e derivati, patate, mais, etc), di alimenti non originari delle proprie terre e di cibi trattati e raffinati. Cereali e latte sono per la dieta paleolitica, gli alimenti da evitare o, meglio, da sostituire con altri più adatti alla “natura umana”.
Anche tè, caffè, cacao, vino, aceto e sale (sodio e potassio sono forniti bilanciati dagli altri alimenti consumati) sarebbero alimenti estranei all’evoluzione umana. Così come lo sono altri alimenti di origine moderna (grassi trans e vari oli di semi) che sempre più spesso, e da più parti, vengono additati come sospetti di dannosità per la salute.
L’eliminazione degli oli di semi, sostituiti dal consumo di fonti naturali di omega 3, come il pesce, avvicina inoltre al rapporto ritenuto ideale tra acidi grassi omega 3 ed omega 6.
Il consumo di verdura, frutta e l’esclusione di cereali e latticini produce nel corpo un ambiente alcalino, non acido, con effetti protettivi per ossa e salute in genere.
A volte sono utili integratori di omega 3 (olio di pesce o, nel regno vegetale, olio di semi di lino, o frutta oleosa come le noci) dato che le carni di animali allevati industrialmente ne sono povere, mentre quelle di animali allevati in libertà ne sono ricche. In poche parole si privilegia il consumo di: carne, pesce, uova, legumi, frutta e verdura. E i carboidrati dove si reperiscono? Frutta e verdura ne contengono sicuramente, anche se in quantità minore, e vengono assorbiti più lentamente considerando l’apporto di fibra in essi contenuto.
Purtroppo esistono diverse varianti di questo tipo di dieta che sono state modificate a piacimento del fautore del momento, eliminando legumi ed introducendo, magari, prodotti e bevande a base di soja, che sicuramente non erano presenti al tempo del paleolitico. In pochi seguono in maniera corretta quello che può essere il principio delle paleo-dieta.
Sinceramente giudico questo regime comunque sbilanciato e povero dal punto di vista nutrizionale. Micronutrienti come il Calcio li posso sicuramente trovare anche nella verdura, ma in una dieta strutturata secondo il modello mediterraneo, riesco a malapena a raggiungere il fabbisogno giornaliero di Calcio di un uomo adulto con una porzione di latte al mattino e una di yogurt al come spuntino…mi diventa difficile pensare di riuscire a coprire il fabbisogno nutrizionale solo con l’apporto di vegetali.
Diventa anche difficile pensare che possa essere un regime consigliato a una classe di popolazione come gli sportivi che hanno comunque bisogno di carboidrati, che sono la principale fonte di energia disponibile durante lo sforzo fisico.
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