Natale sta arrivando….attenti alla FRUTTA SECCA

…a proposito di Frutta SeccaIMG_0507

La frutta secca fa parte della dieta dell’uomo fin dall’epoca preistorica, non solo per le proprietà nutrizionali, ma anche per quelle terapeutiche. Dal punto di vista nutrizionale, il gruppo alimentare della frutta secca è caratterizzato da un’elevata densità energetica ed un alto contenuto in acidi grassi mono- e poli-insaturi, proteine vegetali, fibre, fitosteroli, polifenoli, vitamine e minerali. Questa famiglia include numerose specie (mandorle, noci, nocciole, pinoli, pistacchi, anacardi, noci brasiliane, macadamia, pecan) il cui contenuto in nutrienti varia a seconda del tipo.

La frutta secca aiuta a ridurre i livelli sierici di colesterolo quando consumata in condizioni dietetiche controllate, isocaloriche ed in sostituzione ad altri alimenti normalmente presenti nella dieta di tutti i giorni. La raccolta di 25 trials ha dimostrato che l’assunzione media di 67 g di frutta secca al giorno (range tra 23 e 130g) è associato ad una riduzione media del colesterolo totale del 5%.

 

La frutta secca fa ingrassare? Non sempre ma …è meglio stare attenti.

Il contenuto calorico di questi alimenti varia da 500 a 600 kcal per 100 g di parte edibile, di cui la maggior parte costituita da acidi grassi insaturi.

Diversi studi dimostrano che l’aggiunta di frutta secca alla dieta abituale in soggetti non ospedalizzati non causa aumento di peso; altre ricerche invece suggeriscono che l’intake energetico debba essere controllato per evitare l’incremento ponderale.

In un trial recente, finalizzato a valutare gli effetti a lungo termine sulla riduzione del colesterolo in seguito alla somministrazione di mandorle (15% dell’intake calorico giornaliero), è stato dimostrato che, dopo 24 settimane, non vi è stato alcun aumento di peso, benché l’intake energetico totale aumentasse di 160 kcal al giorno. Tale paradosso ha generato varie ipotesi, ma la più plausibile sembra sia una compensazione data dalla spontanea riduzione dell’intake di altri alimenti. Sono naturalmente necessari ulteriori studi per ottenere conclusioni  significative (P. Russo, A. Siani. The role of nuts in the optimal diet: Time for a critical appraisal? Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases (2012) 22, 1019e1023).